Un nuovo Pianeta sconosciuto ai margini del nostro Sistema Solare?



In uno studio in corso di pubblicazione su The Astronomical Journal, un team di ricercatori del Lunar and Planetary Laboratory presso l’University of Arizona ,analizzando gli angoli d’inclinazione rispetto al piano orbitale di più di 600 corpi della fascia di Kuiper (una regione che si estende oltre l’orbita di Nettuno, simile alla fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, che rappresenta idealmente il confine del nostro sistema solare), hanno ipotizzato la presenza di un nuovo pianeta.


Secondo gli autori dello studio, il pianeta dovrebbe avere una massa compresa tra quella di Marte e Terra che, con la sua massa, disturberebbe il piano orbitale medio di questa popolazione di rocce spaziali, che risale alle origini del nostro sistema planetario e che compone appunto la fascia di Kuiper.

Kat Volk primo firmatario dello studio in pubblicazione, ha dichiarato “La spiegazione più probabile ai nostri calcoli è la presenza di una massa al momento sconosciuta".


Non è la prima volta che nella comunità scientifica ufficiale, analizzando i dati delle orbite dei corpi trans nettuniani, è avanzata l'ipotesi dell'esistenza di uno o più pianeti ancora sconosciuti. Che si possa trattare del famoso pianeta Nibiru, chiamato anche Pianeta X o Pianeta 9?


Nel mese di gennaio 2016, sulla rivista sull'Astronomical Journal, era stato pubblicato un articolo nel quale erano esposti i calcoli effettuati dagli astronomi dell'Istituto Californiano di Tecnologia (Caltech) Michael Brown e Konstantin Batygin, che affermavano di aver "scoperto", durante una simulazione, l'esistenza di un pianeta con massa di circa 10 volte superiore alla Terra con orbita ellittica, situato oltre l'orbita di Nettuno. Anche in questo caso lo studio partiva dall'analisi delle orbite degli altri corpi trans nettuniani.

Solo pochi mesi più tardi, nel mese di gennaio 2016, sulla rivista sull'Astronomical Journal, è stato poi pubblicato un un'ulteriore articolo a riguardo, nel quale venivano esposti i calcoli effettuati dagli astronomi dell'Istituto Californiano di Tecnologia (Caltech), dal quale appariva chiaro che il pianeta ipotizzato, non doveva essere il solo.


Nel mese seguente (Aprile 2016) la rivista Astronomy & Astrophysics, ha pubblicato altri studi, stavolta eseguiti da Christoph Mordasini ed Esther Linder dell'Università svizzera di Berna, specializzati nella simulazione delle dimensioni dei pianeti esterni al Sistema Solare, che hanno fornito nuove caratteristiche di uno (il più grande) di questi corpi celesti. Secondo l'identikit da loro elaborato, il pianeta sarebbe coperto di ghiacci, avrebbe un raggio di 3,7 volte superiore a quello della Terra (poco più piccolo di Urano e Nettuno) una massa 10 volte maggiore e la temperatura di 226 gradi sotto zero.


Nel Giugno 2016 una successiva nuova ricerca è stata pubblicata sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Gli astronomi spagnoli Carlos e Raúl de la Fuente Marcos, insieme a Sverre Aarseth, dell'università britannica di Cambridge, hanno confermato che il pianeta dovrebbe effettivamente avere una massa 10 volta a quella della Terra, la sua orbita fortemente ellittica durerebbe addirittura tra i 10.000 e i 20.000 anni.


Infine, nel Dicembre 2016, erano stati ancora una volta i ricercatori del Caltech (Californian Institute of Technology) pubblicato sull’Astrophysical Journal ad affermare che questo forse non più fantomatico pianeta, sebbene non ancora avvistato e fotografato ma della cui esistenza sembra ormai non esserci più alcun dubbio, possa provocare una sorta di "ondeggiamento" del Sistema solare, dando l’impressione che il Sole sia lievemente inclinato.


Tornando alla ricerca in via di pubblicazione in questi giorni dei ricercatori dell'Università dell'Arizona, per il momento, i calcoli degli studiosi tendono a escludere la possibilità che si tratti del cosiddetto decimo pianeta del Sistema Solare, anche perché come detto, le dimensioni (una via di mezzo tra quelle di Marte e Terra) non coincidono con quelle evidenziate dagli studi precedenti che concordano nella presenza di un pianeta avente massa pari a 10 volte la Terra.

Siamo dunque in presenza di un nuovo pianeta?


La possibilità di osservare e studiare direttamente questo misterioso oggetto potrebbe presentarsi nei prossimi anni, quando sarà operativo il Large Synoptic Survey Telescope (LSST), che dovrebbe vedere la luce nel 2020. “Con questo nuovo telescopio ci aspettiamo d’incrementare il numero di corpi della fascia di Kuiper conosciuti, passando dagli attuali 2.000 ai circa 40.000”, conclude Renu Malhotra, altro firmatario della ricerca.



Autore Testo: Stefano Nasetti

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