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Stanze (di Ames) e finestre (di Overton) ci spiegano come la nostra mente può essere ingannata



Il mondo non è come lo vediamo. L’idea che abbiamo di esso è frutto di una serie di stimoli sensoriali che rilevano le informazione e a cui seguono specifiche elaborazioni nel nostro cervello.

I mezzi di acquisizione delle informazioni sono principalmente rappresentati dai nostri sensi.

I nostri sensi sono limitati oltre al fatto che posso essere facilmente ingannati. Già questo sarebbe sufficiente a far capire quanto la nostra idea di “realtà” sia alterata. Ma come detto, le informazioni che vengono continuamente raccolte da vista, udito, tatto, olfatto e gusto vengono poi elaborate in modo inconsapevole dal nostro cervello, il quale continuamente e fin dalla nostra nascita, utilizza queste informazioni per creare dei modelli per dare un senso a tutto ciò che ci circonda. Anche in questo caso sappiamo che i modelli creati dal cervello sono tutt’altro che perfetti, sia per via della limitatezza derivante dalla quantità e dalla qualità delle informazioni raccolte dai sensi, sia perché nel processo di formazione dei modelli intervengono altri fattori quali la conoscenza, o meglio la cultura individuale così come la conoscenza scientifica della nostra civiltà e più in generale, di una civiltà in un determinato momento storico.

Potremmo dunque affermare che a maggiore quantità di informazioni corrisponde una maggiore consapevolezza e dunque una percezione più precisa di ciò che potremmo definire realtà.

In verità non è sempre così.


La nostra mente può comunque essere ingannata anche quando conosciamo esattamente la spiegazione di un fenomeno scientifico. L’esempio è quello della stanza di Ames (clicca qui e guarda il video) in cui persone della stessa altezza disposte all’interno della stanza in punti diversi, appaiono minuscole o giganti le une rispetto alle altre, anche dopo che ci hanno spiegato che ciò che vediamo è frutto di una illusione dettata non da specchi o da altri artifizi simili, ma esclusivamente dalle informazioni che apparentemente la stanza, costruita in un determinato modo, fornisce attraverso i nostri occhi, al nostro cervello.

Quest’ultimo in base alle informazioni raccolte, richiama alla mente il modello che più si avvicina a tali informazioni e dunque ci restituisce un’impressione distorta. Dunque l’inganno non deriva da trucchi o da illusioni ottiche, ma è la nostra mente che ci trae in inganno inconsapevolmente, e continua a farlo anche quando qualcuno ci spiega e ci fa toccare con mano il perché, il "trucco". Questo meccanismo inconscio dovrebbe far riflettere su quanto, indipendentemente dal nostro grado di conoscenza, tutti quanti siamo potenzialmente esposti al rischio di essere ingannati.

L’immagine che abbiamo del mondo è perciò nel migliore dei casi, soltanto una pallida e distorta rappresentazione di ciò che è la vera realtà.


Studi ufficiali dimostrano come sia oggi, e in maggior misura tra qualche hanno, possibile interferire in modo del tutto “nascosto” sulle informazioni che il cervello acquisisce trami te i nostri sensi. E’ possibile cioè andare a impiantare, distorcere, cancellare informazioni e ricordi nella mente di un individuo tramite impulsi elettrici (vedi quanto detto in merito alla telepatia, al controllo della mente nei post precedenti).

A riprova ed in aggiunta a tutto ciò, nel mese di marzo 2016 è stato pubblicato uno studio che conferma tutte le previsioni in tal senso fatte derivanti dagli studi già più volte citati, studi che testimoniano come queste cose non siano frutto di fantasia, ma principi scientifici e tecnologia applicata ormai alla nostra portata o , addirittura, già in nostro possesso.

Lo studio a cui mi riferisco è quello effettuato dai ricercatori degli HRL Laboratories, con sede in California, sulla stimolazione cerebrale. Secondo quanto appreso dalla notizia a cui ha dato risalto anche l’agenzia giornalistica Ansa, questi scienziati avrebbero messo a punto un dispositivo in grado di inviare ed implementare le  informazioni alimentate direttamente nel cervello di una persona, esattamente come accadeva nel film Matrix, in cui i protagonisti potevano acquisire tutte le nozioni riguardanti i più disparati argomenti, effettuando un download delle informazioni direttamente nel proprio cervello, in pochi secondi.

Il metodo, ancora in fase di sperimentazione, sta già fornendo risultati concreti. Il gruppo di persone che hanno accettato di sperimentare tale rivoluzionario metodo è composto prevalentemente da piloti di aereo. I novelli piloti che si sono sottoposti alla stimolazione celebrale, avrebbero migliorato le loro abilità di pilotaggio e appreso il 33% meglio rispetto a quelli che non si erano sottoposti a questo trattamento.

Ho già parlato in precedenza dei risultati condotti sulla elettrostimolazione transcranica e di come questo sistema sia in grado di aumentare le capacità di apprendimento ma, i ricercatori dell’ HRL Laboratories sostengono che a breve saranno in grado di inviare le informazioni nella mente di una persona.


Questo fa ben capire come questo possa andare ad influire sulla nostra percezione della realtà. Molti potrebbero obiettare che si tratta di una tecnologia che se bene sia prossima, non è ancora a disposizione ma, forse non è proprio così visto che secondo il dottor Matthew Phillips, tra gli autori di questo studio, il principio scientifico dell’attuale studio, non è un principio innovativo ma (cito testualmente)" il metodo, in realtà sarebbe piuttosto vecchio".

Secondo Phillips il metodo era utilizzato già gli antichi egizi, circa 4000 anni fa, ma con fini diversi.

Non avendo, ovviamente, a disposizione elettrodi, utilizzavano pesci elettrici (cioè una specie di pesci in grado di produrre campi elettrici), non per imparare più in fretta ma per stimolare e ridurre il dolore. Il procedimento che sta alla base sembrerebbe essere stato, tuttavia, più o meno lo stesso.


Se quanto detto finora interferisce nella nostra comprensione della realtà, a ciò va aggiunto quanto è importante il ruolo e dunque la qualità delle informazioni raccolte. Nel mio post “Il bene ed il male” ho già ho fatto un chiaro esempio di come i mass media possono, dando un determinato “taglio” ad una notizia, utilizzando certe parole e non altre o addirittura censurando un fatto, incidere nella mente di chi ascolta andando ad alterare la formazione di concetti base quali il bene ed il male, cos’è giusto e cos’è sbagliato e chi è il buono e chi il cattivo.

Mentre in precedenza, avevo spiegato quali mezzi e procedure, vengono spesso utilizzate dai vari uffici stampa, addetti stampa, giornalisti, ecc., per “gestire” pur rimanendo nella legalità, la diffusione delle notizie, potendo incidere in modo determinante non solo nel modo di dare la notizia e dunque sulla sua percezione, ma anche sul suo grado di “visibilità” sia al momento della sua prima diffusione e sia successivamente.


Il livello successivo di alterazione della realtà e dunque della nostra idea di essa, deriva da tecniche di comunicazione in grado addirittura di andare a cambiare il sentire comune, la morale di un popolo o di un’intera civiltà. Molti potrebbero a questo punto, già obiettare che nel corso dei millenni la morale è sempre cambiata con il passare del tempo e dunque potrebbe rappresentare una conseguenza del processo di evoluzione umana.

Ciò è assolutamente vero dunque, il cambio di valori e morale è un fatto fisiologico ed inevitabile nel progresso dell’umanità a testimonianza del fatto che, sebbene per molti secoli ed in parte ancora oggi, le religioni abbiano influito pesantemente su questi aspetti, come diceva Einstein “la morale non ha niente di divino; è una faccenda puramente umana”.


Tuttavia in alcuni casi è possibile che il mutamento dei valori e della morale comune, non sia frutto di un processo “naturale” e spontaneo, ma invece di un qualcosa di studiato, premeditato e dunque finalizzato al raggiungimento di uno scopo differente dal progresso (inteso come avanzamento positivo) dell’umanità.

Per tale motivo non sempre la variazione della morale comune può essere intesa come progresso dell’umanità.

Non entrerò nel merito delle specifiche questioni riguardo a quale sia o sia stato il progresso spontaneo, e quale invece sia stato indotto per finalità diverse, perché tutto ciò potrebbe rientrare nel campo delle opinioni personali. Quello che qui mi interessa invece, è fornire gli elementi che possono servire per prendere consapevolezza dell’esistenza di questo “sistema di influenza” e di “ingerenza mirata e strumentale” nella percezione comune della realtà, per poi lasciare libero ciascuno di riflettere su quanto accade oggi e quanto accaduto in passato, riguardo i mutamenti della morale, dei valori e dunque sul processo di acquisizione di consapevolezza riguardo il mondo in cui viviamo, su ciò che è veramente reale e su ciò che non lo è.


La tecnica di manipolazione di tali fondamentali elementi su cui costruiamo e basiamo molte delle nostre valutazioni sul mondo che ci circonda, è nota come ”Finestre di Overton”.  La Finestra di Overton dunque, è una strategia, una tecnica di persuasione delle masse, che fa ricadere e fa evolvere le idee, i concetti e, come detto i valori e la morale di una società, in un lasso di tempo e intervallo di ”possibilità politiche” (da qui il termine “finestra”) all’interno del quale si muove l’opinione pubblica e il legislatore.

Questa “teoria”, o meglio la definizione o l’individuazione di questa strategia di persuasione, già applicata ampiamente nel passato ancor prima quindi della sua  identificazione, è stata schematizzata da Joseph Overton (da cui appunto prende il nome), vice presidente del Mackinac Center For Public Policy, un organismo indipendente che si occupa delle politiche pubbliche, delle politiche sociali e dunque anche scelte in ambito politico, economico, scientifico e sociologico, analizzando dunque anche i sistemi (intesi come strategie) di comunicazione. Un analogo concetto venne avanzato già nel 1868 dallo scrittore inglese Anthony Trollope.

La schematizzazione della strategia di comunicazione oggi nota come finestra di Overton, è stata diffusa dopo la morte dello stesso suo “scopritore”. Overton infatti, morì a seguito di un incidente aereo all’età di 43 anni, nel 2003.


Alla base di questa strategia di comunicazione c’è la consapevolezza, da parte di chiunque decida di utilizzare questo meccanismo, che ogni idea, perfino quelle più profonde e radicate come i valori alla base della morale comune di una civiltà in un determinato momento storico, può essere completamente stravolta seguendo un determinato schema. Infatti si ritiene che qualunque idea, concetto o valore di una società o di una civiltà, evolva o si possa collocare, secondo 6 stadi diversi: impensabile (cioè assolutamente e totalmente inaccettabile), radicale (cioè ancora vietata dal punto di vista legislativo, sebbene con delle eccezioni, delle deroghe), accettabile (cioè non del tutto dissonante dal pensiero prevalente in quel momento, spesso questa fase coincide con un cambio della terminologia usata per la definizione del fenomeno, al fine di cominciare a toglierne le accezioni esclusivamente negative, iniziando un processo di “riqualificazione” di quell'idea agli occhi dell’opinione pubblica), sensata (cioè razionale e dunque accettata perché supportata da spiegazioni plausibili, in questa fase continua la “pulizia” del concetto, dal punto di vista dell’utilizzo delle parole), popolare o diffusa (cioè accettata dalla maggior parte delle persone, in questa fase svolgono un ruolo importante o addirittura fondamentale i media e quanto da loro proposto anche in film, fiction ed altri programmi di intrattenimento), legalizzata (cioè ammessa e accettata a tal punto da essere percepita come necessaria, da parte dell’opinione pubblica, l’introduzione di norme e leggi per garantirla o tutelarla).


Ovviamente la strategia funziona anche nel senso inverso, cioè nel far passare un’idea, una cosa o un valore oggi tutelato o garantito dalla legge perché considerato fondamentale o essenziale per quella società, ad un qualcosa di meno “degno di tutela” fino a farlo considerare magari un lusso o ancor peggio un qualcosa da cui rifuggire e /o condannare.

Chi utilizza tale strategia è consapevole che cercando di imporre in modo repentino un concetto nuovo o provando a sovvertire totalmente un qualcosa oggi considerato essenziale, non riuscirebbe ad avere alcun risultato ma rischierebbe addirittura di ottenere un effetto contrario.

Seguendo invece tutti gli step proposti dalla strategia di Overton, qualunque cosa è possibile.


A differenza di tutto quanto detto in precedenza dunque, la Finestra di Overton è una strategia di comunicazione raffinata e sofisticata, perpetrata nel corso di anni o addirittura decenni da gruppi di persone che mirano ad influire sulla percezione della realtà e del mondo, per il raggiungimento dei propri obiettivi e la creazione di una “realtà” affine alla propria personale visione. In questo caso dunque, non si può di certo parlare di mutazione dei valori o della morale a seguito di un progresso della civiltà.

L’applicazione di questa strategia è molto più diffusa di quanto si possa pensare e coinvolge molteplici aspetti della vita quotidiana di miliardi di individui.


Ora che abbiamo dunque consapevolezza dell’esistenza e del funzionamento di questo strategia, è facile individuare quali aspetti, idee, cose, valori siano oggi soggetti a tale operazione. Volutamente non fornirò, come detto,  indicazione o esempi riguardo l’applicazione di questa strategia, perché è essenziale, al termine di questo processo di informazione riguardo tutto ciò che influenza la nostra percezione della realtà e l’idea che abbiamo del mondo, che ciascuno cominci sempre più a porsi domande e cercare autonomamente delle risposte.

Ora che abbiamo per lo meno gli strumenti essenziali, siamo certamente in grado di cominciare a guardare oltre le apparenze delle teorie preconcette di scienza e religione, oltre il mondo virtuale messoci davanti agli occhi quotidianamente dai mass media e dalla politica, e dunque riuscire a vedere e comprendere cosa si nasconde ne “Il lato oscuro della Luna”.



Autore Testo: Stefano Nasetti


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