Nibiru esiste!



Nel mese di gennaio 2016, sulla rivista sull'Astronomical Journal, è stato pubblicato un articolo nel quale vengono esposti i calcoli effettuati dagli astronomi dell'Istituto Californiano di Tecnologia (Caltech) Michael Brown e Konstantin Batygin, riguardanti le orbite, stranamente allineate, di sei piccoli corpi celesti che si trovano oltre l'orbita del pianeta Nettuno, nella fascia di Kuiper. E' la stessa area in cui si trova Plutone, nono pianeta del Sistema Solare fino all'agosto 2006 e declassato a pianeta nano.

I calcoli hanno escluso che il raggruppamento delle orbite potesse essere casuale: la probabilità che fosse così era di appena lo 0,007%, o 1 su 15.000. La simulazione suggerisce invece la presenza di un grande corpo celeste, delle dimensioni di Nettuno e con una massa pari a dieci volte quella della Terra, distante dal Sole fra 200  e 1000 volte la distanza che separa Terra e Sole, pari a circa 150 milioni di chilometri.

Il pianeta dovrebbe quindi essere un corpo ghiacciato, che si sposta lentamente lungo un'orbita ellittica che lo tiene per la maggior parte del tempo molto distante dalla sua stella. A spingerlo tanto lontano sarebbero stati gli altri pianeti durante la loro formazione, avvenuta circa 4,5 miliardi di anni fa.

Il pianeta quindi ha una luce debole e si muove in modo estremamente lento, tanto che se anche fosse stato fotografato lo si sarebbe preso per una stella.


Potrebbe già essere su qualche fotografia di quell’area della volta celeste, effettuata nei decenni scorsi dai vari telescopi. Sebbene i calcoli effettuati non lascino molti dubbi circa la presenza nuovo pianeta, la scienza ne accetterà la presenza soltanto una volta che sarò possibile vederlo. Questo compito sarà svolto dai nuovi telescopi, come Lsst (Large Synoptic Survey Telescope), che dovrebbe cominciare a funzionare nel 2019 passando in rassegna tutto il cielo ogni settimana.


L’aspetto interessante della vicenda sta nel fatto che l’esistenza di questo pianeta era stata ipotizzata da tempo sebbene non si era mai riusciti a dimostrarne scientificamente la presenza. La mancanza di tale elemento oggettivo, aveva fatto additare i tanti sostenitori dell’esistenza di questo pianeta, come folli.

In particolare questo atteggiamento da parte del mondo scientifico accademico, si è  evidenziato quando ormai circa 30-40 anni fa, l’ipotesi dell’esistenza di questo pianeta è stata portata alla ribalta a seguito della pubblicazione di alcuni libri da parte de Zecharia Sitchin, scienziato e scrittore azero naturalizzato statunitense. Sitchin traducendo per primo alcune delle storie contenute sulle tavole del popolo sumero risalenti ad oltre  il 4.000 a.C., evidenziò come questo antico popolo conoscesse l’esistenza di questo pianeta, che loro chiamavano Nibiru.

In queste tavole si parla anche della creazione della Terra e della Luna, avvenuta, secondo i sumeri, a seguito dell’impatto cosmico avvenuto  tra un pianeta che era presente tra Marte e Giove, chiamato Tiamat, ed un corpo più piccolo, una delle lune di Nibiru, che aveva, appunto come evidenziato dalla ricerca oggi pubblicata sul sull'Astronomical Journal, un’orbita ellittica.


Ho già parlato in uno dei miei post precedenti dal titolo “Non siamo qui per caso”, delle prove emerse negli ultimi anni che confermano anche questa storia sumera riguardo la formazione del binomio Terra-Luna.

Quella apparsa sul Astronomical Journal nel mese di gennaio 2016, non è altro quindi che l’ennesima conferma del mondo scientifico che le storie contenute nelle antiche leggende di molti popoli antichi, storie che oggi consideriamo soltanto miti, contengono  invece molte verità, che soltanto oggi siamo in grado di verificare.

Le stesse storie però parlano anche di come questi antichi popoli siano entrati in possesso di tali conoscenze ed affermano, senza possibilità di fraintendimenti, che a fornirgli queste informazioni sono stati degli esseri venuti dalle stelle.


E’ dunque questa la conferma definitiva che gli alieni esistono e che alcune razze di alieni abbiano fatto in passato visita alla Terra?

Le evidenze sono ormai tantissime, disseminate nel corso di tutta la storia umana. Basta volerle vedere accettando di cambiare per il momento il nostro punto di osservazione, lasciando per un attimo da parte le posizioni precostituite e preconcette.



Autore testo: Stefano Nasetti

0 visualizzazioni
LOGO ultimo.jpeg

NEWSLETTER:

© Copyright 2019 Blog non a scopo di lucro LA VERA INFORMAZIONE. Tutti i diritti riservati

logo WHITE.png
  • Bianco Facebook Icon
  • Bianco Twitter Icon
  • Bianco RSS Icon