Lo specchio 2.0 (lo specchio e la rete)


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Nella società moderna occidentale che la fa da padrona in un mondo ormai globalizzato, in cui l'avere e l'apparire conta più dell'essere, lo specchio è l'oggetto che forse meglio rappresenta questo stato di cose. 

Lo specchio è l'oggetto di uso quotidiano attraverso il quale l'apparenza del mondo e delle persone si riflette, restituendoci un’immagine effimera e transitoria di tutto questo, un’immagine inconsistente ed eterea, un’immagine virtuale.


Lo specchio dunque, può ben rappresentare l'apparenza nel mondo, dell'immagine del virtuale che ogni giorno miliardi di persone vivono, la rappresentazione di un qualcosa soltanto di esteriore.

Tuttavia accanto a questa incontestabile associazione tra specchio e mondo virtuale ed esteriore, associazione tra specchio e apparenza, è possibile affiancarne un'altra di opposta visione.

Lo specchio, infatti, può anche essere un mezzo per l'acquisizione di autoconsapevolezza. 


Prima dell'invenzione dello specchio (seconda metà del XIX secolo) così come lo conosciamo oggi (in antichità lo specchio era realizzato con semplici lastre di metallo perfettamente lucidate che riflettevano sono una limitata quantità di luce, restituendo un'immagine parzialmente distorta), l'unico modo di conoscere la propria immagine era di guardarsi riflessi nell'acqua.

L'essere consapevoli del proprio aspetto ha però un’importanza rilevante nella psiche umana.

La capacità di riconoscere la propria immagine riflessa attraverso uno specchio, è una capacità non comune in natura. Soltanto poche specie di esseri viventi, tra cui l'uomo ovviamente, riescono ad acquisire tale consapevolezza di se.

Tra i mammiferi solo alcuni tipi di scimmie, come gli scimpanzé ad esempio, posseggono tale capacità, altre come i gorilla di montagna ad esempio, non riescono riconoscere se stessi riflessi nello specchio.

Tra gli altri mammiferi fanno ancora eccezione i delfini e gli elefanti, mentre tra le altre specie soltanto alcuni tipi di uccelli come la gazza ladra, riescono ad avere tale consapevolezza.

Questa capacità nell'uomo si manifesta tra i 15 e i 24 mesi, e proprio lo specchio il mezzo attraverso il quale il bambino comincia a formare nella propria mente il proprio "io", l'idea virtuale di se stesso.


L'idea di "specchio" è stata spesse utilizzata anche per descrivere concetti d'introspezione. Si dice ad esempio che gli occhi sono lo specchio dell'anima. L'idea dell'immagine che lo specchio restituisce dunque, non è soltanto di natura effimera ed esteriore come all'inizio poteva sembrare, anche se ovviamente parliamo qui di specchio e immagine in senso figurato, ma pur sempre virtuale.

Il connubio tra specchio e virtuale sembra perciò essere un qualcosa d'indissolubile, indipendentemente che si parli dell'oggetto, della sua funzione o del suo concetto.

Nell'intenso periodo d'innovazione tecnologica che stiamo attraversando, anche un oggetto in apparenza così semplice ma importante, come lo specchio è stato coinvolto in questa evoluzione.

Incredibilmente presto, lo specchio potrà dirci molte più cose di noi, non solo riguardo al nostro aspetto esteriore, ma anche il nostro stato di salute, monitorando i nostri parametri vitali, e facendo addirittura previsioni sui possibili sviluppi di malattie e disturbi.

Sembra incredibile eppure molti di questi specchi 2.0, sono già stati approntati in diverse parti del mondo, ma andiamo con ordine.


Seguendo il medesimo ordine con cui abbiamo sopra affrontato la definizione di specchio e di tutto ciò che intorno ad esso ruota, il primo di cui voglio parlare è quello realizzato sfruttando una tecnologia di tracciamento facciale messa a punto da un gruppo di ricerca di Modiface, una società hi-tech nata da ricerche della Stanford University.


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Sfruttando questa tecnologia, lo specchio3D a effetto "realtà amplificata", mentre riflette l'immagine, acquisisce e analizza la geometria del viso. Grazie ai comandi touchscreen è possibile vedere la propria immagine riflessa provando su se tessi in modo virtuale, vari tipi di make-up sul volto, in modo da provare i prodotti di cosmesi prima di acquistarli. 

Esistono versioni disponibili negli App store, dello specchio in modo da utilizzare queste funzioni sul proprio smartphone.

In questo caso dunque lo specchio svolge la sua funzione primaria di riflettere l'immagine esteriore, per restituirne una potenziata.


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Uno specchio con una funzione analoga, ma che non riguarda soltanto il viso ma l'intero corpo, è quello inventato da un team di ricercatori composto da Lui Tong, della Private Shop Limited e da Jeanne Tan dell’Hong Kong Polytechnic University. Lo specchio è dotato di un body scanner che, grazie a un algoritmo, rileva più di 140 punti del corpo, creando così un modello olografico della persona.

I dati raccolti consentono quindi al software di dedurre in modo preciso la taglia più giusta e la forma dell'abito che si adatta meglio al corpo. Così facendo le persone possono vedere indossati virtualmente gli abiti disponibili presso un negozio o anche presso uno store-on line, risparmiando tempo per la prova e la ricerca della taglia corretta.

In entrambi questi due esempio di specchio, i dati acquisiti dovrebbero essere cancellati una volta svolta la propria funzione e dovrebbero essere conservati dalle aziende solo in caso di consenso da parte dei diretti interessati.


Eppure, come già posto in evidenza in numerosi post precedenti, ormai sappiamo che, una volta messi in rete (entrambi gli specchi sono in qualche modo connessi a internet), ogni dato lascia una traccia in qualche server. Non si potrà mai avere dunque la certezza che la propria privacy sia garantita. Sappiamo inoltre che per definizione, ogni server può essere violato, nonostante le rassicurazioni di rito da parte delle varie aziende.

Raccogliere così tanti dati personali riguardanti la conformazione fisica delle persone, rappresenta un’invasione della privacy. Sta poi a ciascuno di noi valutare se i rischi connessi sono maggiori dei benefici portati.


Se fino ad ora abbiamo visto specchi con funzioni forse utili ma certamente superflue, legate al concetto dell'immagine e dell'apparire, quello qui di seguito presentato è in vece uno specchio in grado di far accrescere, in un certo senso, l'autoconsapevolezza di se.

Vediamo in che modo. 


Si chiama Naked 3D, lo specchio che promette di aumentare la consapevolezza di se, grazie a una tecnologia di tracciamento del corpo che ne memorizza e ne evidenzia i cambiamenti nel tempo, aiutando le persone a rimanere in forma.


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Lo specchio è stato realizzato dalla Naked Lbs, azienda della Silicon Valley che ha messo a punto il software Naked 3D Fitness Tracker. Questo innovativo body scanner include uno specchio per la scansione in 3D (sviluppato grazie a tecnologie Intel), una bilancia con piattaforma girevole senza fili e un’App per iOs e Android. Quando si sale sulla bilancia, lo scanner si attiva e la base fa compiere un giro a 360 gradi in 20 secondi, tempo sufficiente per una scansione completa del corpo. Una volta acquisiti, tutti i dati vengono inviati allo smartphone o al tablet grazie al Wi-Fi o al Bluetooth.


Lo specchio restituisce quindi un’immagine del fisico della persona scansionata, evidenziando il peso, i valori riguardanti la massa magra e quella grassa, i punti del corpo oggetto di cambiamento (dove cioè si sta perdendo massa muscolare) grazie ad un immediato raffronto tra i dati acquisiti sul momento e quelli acquisiti e memorizzati in precedenza.

Lo specchio offre la possibilità di creare un time-lapse personalizzato, in modo da poter osservare i cambiamenti del corpo a seconda che ci si stia preparando per un evento atletico (maratona, gara di body building, ecc.) o addirittura per la nascita di un bambino.

Secondo gli ideatori dello specchio, tutte queste informazioni consentono alle persone di aumentare la propria consapevolezza di se e del proprio corpo, potendone visualizzare e costatare le variazioni nel tempo, magari a seguito di una dieta o di un allenamento, dando all'utilizzatore l'evidenza dei risultati ottenuti, favorendo quindi la motivazione.

L'azienda ideatrice ha ricevuto già innumerevoli richieste per l'installazione di questi specchi in palestre e negozi di vario genere, da quelli di abbigliamento a quelli legati al settore della salute.


L'ultima tipologia di specchio evoluto su cui vorrei porre l'attenzione, è quello legato all'idea di specchio non solo come espressione di apparenza e immagine o come mezzo di acquisizione di consapevolezza di sé, quanto piuttosto come strumento d’introspezione, sebbene in questo caso non sia un’introspezione dal punto di vista psichico, ma da un punto di vista fisico.

Di questa categoria di specchio, fanno parte due progetti differenti.

Il primo è quello realizzato da un gruppo di scienziati dell’University of Paris South, impegnati a elaborare nuove tecniche per l'imaging del corpo umano in medicina.

Grazie agli strumenti di scansione posti dietro il vetro dello specchio, lo strumento raccoglie immagini ad alta risoluzione della persona che ha di fronte.

Le immagini non riguardano il solo aspetto esteriore ma anche quello interno al corpo. Attraverso scansioni a raggi X, alla tomografia a emissione di positroni (Pet) e alla risonanza magnetica (Mri), lo specchio raccoglie immagini in tempo reale di tutto, dalle ossa fino agli organi e ai tessuti.


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Dopo alcuni minuti di elaborazione dei dati acquisiti (il prototipo realizzato nel 2014 impiegava fino a tre ore, ma la riduzione dell'elaborazione è uno dei successivi passi su cui si sono concentrati i ricercatori), i risultati diventano disponibili sullo specchio che, catturando in tempo reale anche i movimenti della persona grazie ad una kinetic cam, li sovrappone in modo da creare così una vera e propria immagine dell'organismo interno di chi è davanti allo specchio.

Una volta collegato in rete, questo specchio offrirà la possibilità di condividere lo stato complessivo di salute del paziente anche a distanza. Il suo impiego è previsto soprattutto nel settore ospedaliero dove, grazie a questa tecnologia, i medici potranno valutare in tempo reale lo stato di salute complessivo del paziente, monitorando l'efficacia delle cure adottate ed eventuali effetti collaterali su altri organi del corpo.


Infine c'è lo specchio chiamato Wize Mirror, realizzato nell'ambito del progetto europeo SEMEOTICONS. Il progetto è coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) attraverso l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione e l'Istituto di Fisiologia Clinica e la collaborazione con i maggiori centri di ricerca e aziende di Francia, Svezia, Norvegia, Grecia, Spagna, Regno Unito. Per l’Italia, oltre al CNR, sono coinvolti anche un soggetto industriale, Intecs, e una piccola e media impresa, la Cosmed, eccellenza italiana nell'abito della progettazione e realizzazione di apparecchiature per uso clinico e per la ricerca (spirometria, test di funzionalità polmonare, calorimetria indiretta, test da sforzo cardiopolmonare, composizione corporea, ecc.).

Lo specchio ha integrato un sistema multi sensore, volto tracciare alcune caratteristiche salienti del volto legate allo stato fisico ed emotivo. I dati vengono raccolti principalmente in forma di video e immagini.

In particolare, il sistema acquisisce immagini multispettrali per valutare la perfusione cutanea e controllare l’accumulo di colesterolo e di prodotti di glicazione nella pelle; mediante sensori di profondità ricostruisce il volto in 3D per studiarne le variazioni morfologiche e, attraverso l’acquisizione di sequenze video, valuta la variabilità della frequenza cardiaca e rileva segni collegati a stati psicologici negativi, come stress, ansia e fatica.

Infine, mediante il dispositivo Wize Sniffer, il Mirror analizza la composizione dell’esalato (respiro) per monitorare l’effetto di abitudini nocive quali fumo e abuso di alcol.


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Grazie a questi dati, lo specchio è in grado di analizzare e interpretare i segni del volto per valutare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari o metaboliche, suggerendo quindi possibile migliorare la personalizzazione delle strategie di prevenzione: un aspetto importante su cui intervenire per limitare la diffusione di malattie al cui sviluppo può contribuire lo stile di vita individuale con comportamenti e condizioni “a rischio”, quali obesità o sovrappeso, l’errata alimentazione, la sedentarietà, il fumo e l’abuso di alcool.


Infine, quello che al momento è solo un progetto dell'Istitute of Interaction Design di Copenaghen in Danimarca. Qui alcuni studenti hanno ideato il "Future self mirror", un uno specchio capace di raccogliere dati biometrici da orologi, cellulari, braccialetti, e di elaborarli con un algoritmo, ricostruendo quale faccia avrà, fra 10 o 20 anni, chi visi specchia. Il software per l'elaborazione dell'immagine invecchiata esiste già, dunque anche in questo caso, la realizzazione dello specchio che predice il futuro è alle porte.


Fin dai tempi più antichi, per l'uomo specchiarsi per vedere la propria immagine riflessa, ha rappresentato sempre un momento di grande intimità, un momento di contemplazione di sé sotto diversi aspetti. Lo specchio metteva l'uomo di fronte a se stesso, portandolo per qualche istante a isolarsi dal resto del mondo. L'atto di specchiarsi è stato fino ad ora un momento abbastanza privato.

Con la diffusione di queste nuove tecnologie, lo specchio perderà forse per sempre tale connotazione.


Basta immaginare questi specchi dotati di scanner di vario tipo, posti ovunque, negli ascensori, nelle palestre, negli uffici, nei locali pubblici. Mentre passeremo di fronte ad essi, ogni cosa di noi potrebbe essere scansionata, analizzata, studiata e catalogata. Ogni nostra informazione sarà forse inviata tramite la rete e archiviata.

Per noi sarà pressoché impossibile distinguere questi tipi di specchio da quelli tradizionali.

Attraverso la miniaturizzazione delle tecnologie che renderanno invisibili i sensori dei vari tipi di specchio 2.0, e all'aumento della velocità di elaborazione dei dati acquisiti attraverso di esso, perderemo forse totalmente e definitivamente la nostra privacy.



Autore Testo: Stefano Nasetti

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