La Terra è protetta da qualcuno o qualcosa? Sono alieni?



La Terra è circondata da un invisibile campo di forza generato dalla rotazione terrestre e dalla composizione del nucleo del pianeta, che è costituito da ferro. Il campo magnetico generato protegge la superficie terrestre dalle nocive tempeste solari, dalle radiazioni solari e cosmiche. Questo non è però il solo scudo invisibile di cui il nostro pianeta è circondato.


Così come l’astronave di Star Trek, esiste all’altezza di circa 11.000 chilometri, un’altra barriera di recente scoperta. La notizia della scoperta di questo scudo spaziale invisibile, è stata pubblicata sulla rivista Nature nel mese di novembre del 2014 da un gruppo di ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder. Lo scudo invisibile si trova all’interno delle fasce di Van Allen, costituite da due anelli di gas elettricamente carico e ricco di elettroni ad alta energia e di protoni provenienti dal Sole, che rimangono intrappolati dal campo magnetico terrestre. All’interno dunque di questi due anelli di energia, ce n’è appunto un altro, un vero e proprio scudo che respinge gli elettroni killer che sono diretti verso il nostro pianeta ad altissime velocità e che rappresentano una seria minaccia per il funzionamento dei satelliti, della stazione spaziale internazionale, e per la salute di tutti gli astronauti oltre che per tutti gli esseri viventi del pianeta. Non è ancora del tutto chiaro il funzionamento di questo scudo, ma gli astronomi ritengono che svolga e abbia finora svolto, un ruolo essenziale per la creazione delle condizioni favorevoli allo sviluppo della vita ed alla sua conservazione.


Sebbene l’esistenza di questi campi di forza invisibili, possano spiegare senza lasciare alcun tipo di dubbio, il perché le radiazioni cosmiche nocive, non colpiscano le varie forme di vita presenti sulla Terra, ciò non spiega una anomalia che è emersa in modo inequivocabile pochi mesi fa.


Nel mese di Luglio del 2015 sulla rivista Earth and Planetary Science Letters, è stato pubblicato uno studio condotto da un gruppo di geofisici dell’Università tedesca di Friburgo. I ricercatori hanno censito i crateri da impatto presenti sulla superficie della Terra. Il dato che ne hanno ricavato risulta alquanto anomalo se comparato con quello riguardanti altri corpi celesti a noi vicini. E’ infatti risultato che sul nostro pianeta sono presenti appena 128 grandi crateri generati da impatti di asteroidi. Sebbene fino ad ora fosse già noto che la Terra aveva un numero di crateri da impatto minore rispetto a quelli presenti sulla superficie del pianeta a noi più vicino, Marte che ne ha circa 300.000, o quelli presenti sulla superficie del nostro satellite naturale, la Luna che ne ha milioni, il numero è talmente basso da risultare inspiegabilmente anomalo.  Infatti a detta degli stessi geologi, i fenomeni di erosione dovuti a vento e pioggia o anche all’azione dell’uomo soprattutto nell’ultimo secolo, non possono aver cancellato tutte le tracce dei crateri, forse di quelli più piccoli, ma per quelli più grandi la cosa molto più complessa al punto da farla ritenere impossibile.

Quale altra spiegazione ci può essere?


La presenza dell’atmosfera certamente contribuisce a diminuire gli impatti dei meteoriti. Infatti quando questi entrano nell’atmosfera terrestre a grande velocità, l’attrito provocato dall’aria, surriscalda la roccia fino a farla esplodere o bruciare prima che tocchi il suolo. Soltanto i meteoriti più grandi e con un nucleo particolarmente duro, riescono ad impattare la superficie terrestre. Ovviamente ciò non può avvenire su corpi celesti privi di atmosfera. Risulta che sulla Terra i crateri con un diametro maggiore di 6 chilometri sono 70, mentre si stima che resterebbero da scoprire fino a 350 crateri dal diametro compreso fra 250 metri e 6 chilometri. Tutti numeri che, anche se sommati tra loro, rimangono troppo piccoli per spiegare questa enorme differenza tra Terra e Marte o tra Terra e Luna.


E' noto a tutti che l'impatto di un corpo celeste può provocare grandi catastrofi sulla Terra. Quindi meno asteroidi colpiscono la Terra, minore saranno le difficoltà che le forme di vita incontreranno nel loro sviluppo. Ma allora perchè la Terra presenta un numero di crateri da impatto così esiguo? C'e una spiegazione scientifica di tipo naturale? Se non è un qualcosa di naturale che protegge o a protetto la Terra da queste minacce provenienti dallo spazio, allora cos’è? Si tratta solo di fortuna o di casualità?

Il concetto di casualità è un concetto antiscientifico, al quale la scienza ricorre soltanto quando non è in grado di fornire una spiegazione plausibile sulla base delle conoscenze del momento. Nel corso del tempo infatti, la storia ha dimostrato che alcuni aspetti che la scienza aveva definito casuali poi sono invece stati spiegati in modo matematico e quindi scientifico. Se allora non è una casualità cosa ci ha protetto fino ad ora?


Per chi crede all’esistenza di un Dio, potrà certamente rispondere che è lui che ci ha protetto. Se dovessimo cercare invece una risposta razionale, non potendo trovare un appiglio nelle attuali conoscenze scientifiche, possiamo allora cercare degli indizi nelle fonti storiche. In quelli che noi oggi definiamo in modo diminutivo “miti”, i racconti delle popolazioni antiche ci sono molti aspetti che possono aiutarci.

E’ innanzitutto importante specificare cosa si intende per “miti”. Per miti nell’accezione comune si intende un complesso di narrazioni che hanno per oggetto Déi ed eroi leggendari in imprese di lotta contro forze avverse o, in senso più estensivo, una rappresentazione ideologica della realtà che viene accolta quasi come una fede da un popolo, da un'epoca. Insomma comunque un qualcosa, un fatto o un’opinione che non corrisponde alla realtà.

Ma è davvero così?

Una cosa è certa, quasi tutte le popolazioni antiche raccontano di individui giunti dallo spazio sulla Terra. Tali individui a volte erano identificati come Dei, altre volte erano considerati veri e propri visitatori dello spazio. In entrambi i casi comunque, erano descritti come persone in carne ed ossa che avevano esigenze e finalità materiali e non spirituali. Dai racconti sumeri degli Anunnaki a quelli del popolo delle stelle degli indiani d’America per giungere anche a quanto scritto nella Bibbia, tali aspetti sono evidenti, anche se rimangono per la maggior parte delle persone, aspetti misteriosi, nascosti sul lato oscuro della Luna. Ma se le storie che questi popoli consideravano vere e che noi oggi invece consideriamo miti, solo sulla base di considerazioni che partono dal preconcetti dettati dalla nostra limitata conoscenza scientifica (come quella ad esempio, che si sta poi rivelando sbagliata riguardo alla non esistenza di altri pianeti abitabili oltre la Terra), fossero reali, potremmo pensare che antichi alieni, colonizzatori da altri mondi, possono aver contribuito a proteggere la Terra dall’impatto di comete e asteroidi, spiegando così il dato anomalo sopra riportato? Forse per avere una risposta bisogna provare a valutare le cose cambiando il punto di osservazione, cambiando prospettiva.


Autore Testo: Stefano Nasetti


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