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La tecnologia 5G interferisce sulle previsioni meteo. Davvero è questo l'unico problema del 5G?



Negli Stati Uniti si sta svolgendo una grande battaglia tra agenzie per definire i piani per la prossima generazione di tecnologia wireless, nota come 5G.

Gli interessi in ballo sono enormi e chiamano in causa diversi aspetti, quello economico, quello politico ovviamente, e quello scientifico.

Quest’ultimo aspetto che purtroppo spesso finisce per soccombere di fronte agli altri due, è quello su cui si sta giocando la partita.


L’importanza che ciascuna fazione, che tutela i propri interessi, riconoscerà alla componente scientifica, determinerà la decisione che sarà presa.

Ma questo dibattito arrivato anche all’orecchio dell’opinione pubblica, conferma ufficialmente ma indirettamente, l’interazione delle tecnologie 5G con l’ambiente circostante ma non coinvolge il tema più importante.

Il dibattito sulla potenziale dannosità della tecnologia 5G è più che mai vivo anche in Italia e ha radici assai lontane.


Da decenni si dibatte sui rischi della salute connessi alla prolungata esposizione alle onde elettromagnetiche emesse dai ripetitori di antenne di vario tipo e, soprattutto negli ultimi venti anni, in particolar modo di quelle concernenti la telefonia mobile.

Di studi a riguardo ne sono stati pubblicati a decine.


Sebbene la maggioranza di questi dimostri la pericolosità dell’esposizione prolungata all’inquinamento elettromagnetico, la politica appare “sorda” e sotto la pressione degli enormi interessi economici in ballo, continua a rassicurare la popolazione citando i rari e sporadici studi "scientifici" in controtendenza che sminuirebbero (poiché è ormai impossibile negare l’evidenza) i rischi e i danni alla salute provocate dalle onde elettromagnetiche.


C’è da dire anche che la maggioranza della popolazione è assolutamente disinteressata a questo tipo di argomento, poiché nei fatti, nessuno rinuncia nel proprio quotidiano (ciascuno per i propri apparentemente “validi motivi”, che vanno da ragioni familiari a quelle strettamente lavorative) alle tecnologie connesse alla rete. Al contrario, sempre più persone abbracciano senza indugi le nuove tecnologie “smart”.


Le responsabilità relative a queste crescenti minacce alla salute non vanno dunque scaricate solo sulla politica o su quelli che fanno i loro interessi economici, ma sono responsabilità di ciascuna persona che non cambia le proprie abitudini e non rifiuta questa tecnologia, anteponendo le proprie comodità e il conformismo, ai valori fondamentali come la tutela della propria salute.


Ancora una volta quindi, l’aspetto che emerge dal dibattito circa l’interazione della tecnologia 5G con l’ambiente, si concentra  su aspetti diversi da quello riguardante la salute. Il dibattito in corso tra le varie agenzie USA evidenzia che la tecnologia 5G è talmente “potente” da interferire con l’ambiente circostante, al punto da compromettere il suo monitoraggio. Da decenni si denuncia l’esistenza di tecnologie in grado addirittura di influenzare il clima.


Le modificazioni climatiche messe in atto dall’uomo non per colpa della famigerata CO2, quanto piuttosto delle tecnologie elettromagnetiche (vedi HAARP) che gli Stati Uniti hanno finanziato, studiato e sperimentato ormai decenni or sono, alle spalle della popolazione mondiale e con la complicità di tutti i Governi compiacenti e gli organi di stampa mainstream che hanno sempre negato il nesso tra clima e onde elettromagnetiche emesse dall’uomo, più volte denunciato dai cosiddetti “complottisti”, questa volta centrano poco.


Purtroppo al centro del dibattito continua a non essere messa la tutela della salute ma quella di taluni interessi, rappresentati nel “casus belli” da quelli “scientifici” e, più verosimilmente, quelli militari. Non è un caso forse, che la NASA e la Marina sono parte in causa stranamente a favore di una limitazione della tecnologia 5G.


Secondo quanto apparso anche sul portale della rivista Science, infatti, l’attuale dibattito in corso negli Stati Uniti riguarda la minaccia che le previsioni meteorologiche accurate possono essere compromesse proprio a causa delle emissioni elettromagnetiche del 5G. Mesi di studi tecnici e dibattiti hanno solo aumentato l'empasse.


Alcune bande ad alta frequenza destinate alle antenne wireless 5G di prossima generazione sono vicine alle bande utilizzate per monitorare segnali atmosferici deboli ma critici.

I meteorologi affermano che le interferenze potrebbero compromettere i modelli meteorologici.


La NASA e la National Oceanic and Atmospher Administration (NOAA) hanno affermano che le antenne 5G faranno aumentare vertiginosamente i segnali vicino alle frequenze utilizzate dai loro satelliti per raccogliere dati critici sul vapore acqueo e potrebbero compromettere le previsioni e la scienza.

Le agenzie chiedono limiti severi sulla potenza del segnale.

La Federal Communications Commission (FCC), che autorizza lo spettro wireless per gli operatori 5G negli Stati Uniti, afferma che queste paure sono esagerate.


Jordan Gerth, un meteorologo dell'Università del Wisconsin a Madison, ha affermato che il 5G rappresenta "una chiara minaccia" per le previsioni meteorologiche, ma aggiunge che "il diavolo è nei dettagli".


I tentativi di raggiungere un compromesso sono vacillati e un seminario di Luglio (2019) organizzato dalle Accademie nazionali di scienze, ingegneria e medicina per cercare una soluzione è stato annullato quando le agenzie federali hanno rifiutato di partecipare.

Dalla prossima settimana (metà di Agosto 2019) in programma una serie d’incontri internazionali che mirano a definire le normative globali sul 5G, ma i meteorologi statunitensi temono che i delegati a stelle e strisce, sotto la pressione degli interessi economici legati allo sfruttamento che il mercato del 5G coinvolge, non sostengano l’introduzione di limiti rigorosi.


Se da una parte il 5G promette una velocità dei dati fino a 100 volte più veloce rispetto alle attuali reti 4G e potrebbe spianare la strada all'adozione diffusa di tecnologie all'avanguardia come le auto autonome, l’aspetto legato all’interazione negativa che l’adozione diffusa di questa tecnologia avrà sull’ambiente, non solo in termini di salute umana, continua a essere scarsamente presa in considerazione.


Le antenne wireless 5G trasmettono sì più rapidamente i dati, ma devono essere anche più vicine agli utenti in numero maggiore. Ciò significa un aumento delle esposizioni al campo elettromagnetico da esse generato con tutte le conseguenze del caso.

Le aziende di telecomunicazioni hanno già iniziato a collegare antenne 5G di dimensioni enormi, su torri e tetti in città di tutto il mondo.


Oltretutto, le aziende interessate a sfruttare questa tecnologia, vogliono espandere il servizio in altre bande di frequenza aggiuntive, come una a 24 gigahertz (GHz), una frequenza molto più alta di quelle utilizzate dalle reti wireless ora esistenti.

Così facendo contano di inserire più informazioni nei segnali poiché l'atmosfera presenta meno interferenze a questa frequenza. Ma tali bande di frequenza sono utili solo se le aziende sono in grado di inviare dati con intensità del segnale relativamente elevate.

La Federal Communications Commission (FCC) ha proposto di consentire segnali potenti come -20 decibel watt (dBW) in tutte le bande finora messe all'asta, compresa la banda tra 24,25 e 25,25 GHz.


Tuttavia, secondo i meteorologi, la vicina frequenza di 23,8 GHz è fondamentale per i meteorologi. A circa 23,8 GHz, le molecole di vapore acqueo emettono una piccola quantità di radiazioni, uno dei modi migliori per rilevare da remoto (come da un satellite ad esempio) il contenuto di acqua atmosferica che alimenta nuvole e tempeste.

Poiché l'aria non offre resistenza e disturbi a tali frequenze, i sensori collegati al sistema satellitare polare congiunto che fa capo al NOAA e ai satelliti operativi meteorologici europei possono raccogliere dati da tutti i livelli dell'atmosfera, fornendo un input cruciale non solo per le previsioni meteorologiche a 7 giorni, ma anche per la previsione la forza degli uragani e del loro percorso. “Inoltre, una registrazione a lungo termine del vapore acqueo può anche aiutare a calibrare i modelli di cambiamento climatico”, aggiunge Eric Allaix, meteorologo alla Météo-France di Tolosa che guida il comitato dell'Organizzazione meteorologica mondiale sul coordinamento delle radiofrequenze.


Anche se sulla carta, le trasmissioni 5G saranno separate dalla banda del vapore acqueo da un buffer di 250 megahertz (MHz), i meteorologi temono che finiranno per sconfinare nella banda dei 23,8 GHz finendo per sommergere la debole emissione naturale.


A marzo, poco prima dell'asta delle frequenze della banda a 24 GHz della FCC, il segretario al commercio Wilbur Ross, che sovrintende alla NOAA, e l'amministratore della NASA Jim Bridenstine hanno inviato una lettera chiedendo alla FCC di rimandare l'asta. La FCC ha ignorato l’invito e nell’asta di Marzo (2019), le compagnie statunitensi di telefonia mobile T-Mobile e AT&T hanno acquistato parti della banda.


A quel punto, il dibattito fino a quel momento rimasto pressoché sconosciuto all’opinione pubblica, è venuto alla luce. Nello scorso mese di Maggio (2019) Neil Jacobs, amministratore delegato della NOAA, ha testimoniato al Congresso riferendo che uno studio interno ha scoperto che le interferenze relative al 5G potrebbero compromettere il 77% dei dati del vapore acqueo del NOAA che le raccoglie alla frequenza di 23,8 GHz. Ciò comporterebbe un’inattendibilità delle previsioni meteorologiche fino al 30%, facendo fare un balzo indietro alla meteorologia fino ai livelli del 1980. "Per noi è un insieme di dati critici", ha affermato Jacobs. Anche il capo della NASA Bridenstine ha fatto eco alle preoccupazioni di Jacobs e, in seguito, anche la Marina ha confermato la preoccupazione circa deterioramento della qualità delle previsioni.


Il dubbio che dietro a questa disputa si celino interessi più grandi di quelli emersi fin ora appare legittimo. D’altro canto, se volessimo dare per certa l’esistenza delle armi elettromagnetiche per la modificazione climatica connesse all’applicazione della tecnologia HAARP, apparirebbe chiaro che, chi utilizza quella tecnologia per scopi militari non abbia piacere che si vada in qualche modo a inibirne o circoscriverne il controllo, per colpa di tecnologie a uso commerciale e civile.


Nella successiva udienza tenutasi sul tema al Congresso, avvenuta nel successivo mese di giugno (2019), il presidente della FCC Ajit Pai ha dichiarato “Il NOAA fraintende la tecnologia 5G, ha nella sua testimonianza congressuale a giugno. 5G utilizzerà la tecnologia laser "beamforming", che massimizzerà le velocità di trasmissione dei dati e minimizzerà i segnali parassiti, ha detto Pai. E la banda a 24 GHz sarà probabilmente limitata ad aree urbane dense con molti utenti di telefoni cellulari, giustificando gli investimenti delle aziende nelle reti di trasmissione.”


Ma Jordan Gerth, un meteorologo dell'Università del Wisconsin a Madison, teme che anche se focalizzati sui raggi e indirizzati verso le città, i segnali 5G potrebbero comunque causare problemi. I satelliti meteorologici vedono contemporaneamente molti chilometri quadrati e le interferenze in parte di un pixel potrebbero rovinare la corretta valutazione dell'intero pixel. Inoltre, le interferenze in città costiere come New York e Miami, in Florida, potrebbero ostacolare le osservazioni oceaniche cruciali per la previsione degli uragani.


Da aprile, NOAA e NASA hanno perfezionato il loro studio sull'effetto del 5G sulle loro previsioni, in risposta alle critiche di FCC e del settore wireless. Secondo fonti che hanno visto le ultime versioni dello studio, le agenzie arrivano alla stessa conclusione: l'intensità del segnale deve essere limitata a circa -42 dBW per proteggere i dati meteorologici.


Gli studi dunque, sembrano convalidare tutte le affermazioni pubbliche della NASA e NOAA.

Ma il problema non è solo circoscritto al territorio statunitense ma quello del 5G e della sua interazione con l’ambiente è considerato in USA un problema globale (forse a conferma di quanto detto in merito agli sviluppi in ambito militare).


In una riunione ospitata dalla Commissione interamericana di telecomunicazione, che si svolgerà la prossima settimana a Ottawa, le nazioni dell'emisfero occidentale cercheranno di raggiungere un consenso sui limiti del 5G. Porteranno quel numero alla quadrangolare Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni, che inizierà il 28 ottobre a Sharm El-Sheikh, in Egitto, nel tentativo di negoziare un limite globale.

Il Dipartimento di Stato guiderà la delegazione americana, ma non ha ancora annunciato la sua posizione.

Ma qual è la posizione dell'Europa a riguardo?


L'organizzazione di telecomunicazione regionale che rappresenta i paesi europei ha in programma di proporre, durante la prossima conferenza mondiale, un limite di -42 dBB.

L'Organizzazione meteorologica mondiale ha preso una linea ancora più dura, richiedendo −55 dBW. Secondo Allaix, coautore di uno studio del 2018 che supporta tale limite, “Le condizioni atmosferiche statunitensi sono fondamentali per le previsioni europee da 2 a 3 giorni dopo, quindi è davvero un problema mondiale. I nostri satelliti devono essere protetti in tutto il mondo".


Risolvere la battaglia sulla banda a 24 GHz non comporterà la fine della guerra. A dicembre, FCC prevede di mettere all'asta le frequenze nella banda da 37,6 a 38,6 GHz, banda vicino a quelle utilizzate per misurare la pioggia e la neve e di molte altre potenziali bande 5G si trovano vicino a frequenze meteorologiche. In molti si dicono preoccupati già perché prevedono che il problema si ripresenterà anche per le frequenze tra 50 e 55 GHz, necessarie per i profili di temperatura atmosferica.

Siamo alla follia, dunque. I valori che ogni Stato dovrebbe tutelare, in questo caso il diritto alla salute, sono ancora una volta lasciati in disparte. L'unico dibattito ufficiale sull'applicazione della tecnologia del 5G in corso verte su aspetti assolutamente marginali.

E mentre il dibattito continua, concentrandosi su aspetti secondari come quello delle rilevazioni meteorologiche, di cui abbiamo fatto a meno per gran parte della nostra esistenza, nell'assurdo e disumano mondo in cui abitiamo, il vero punto della questione riguardo alla tecnologia 5G cioè circa i possibili danni provocati alla salute non sembra essere la principale preoccupazione delle Autorità.


In futuro saremo forse tutti malati, ma felici e connessi, soddisfatti di sapere se il giorno dopo sarà una bella giornata di Sole o se pioverà (almeno questo sembra essere la cosa che interessa più a tutti o quasi).



Autore Testo: Stefano Nasetti

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