L’influenza dei Mass Media sulla nostra percezione del mondo: il bene e il male



Da poche settimane dall’inizio del 2016 è partita la campagna elettorale per le elezioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Quotidianamente anche i mass media italiani riportano le cronache della campagna elettorale forse più importante del pianeta. Gli Stati Uniti sono il Paese che ha maggiore influenza sulle vite di tutti gli abitanti del globo, non soltanto per gli ovvi motivi politici. Gli Stati Uniti infatti, incarnano più di ogni altro Paese al mondo nell’immaginario della maggior parte dei cittadini dei Paesi occidentali e non solo, la nazione fondata sui principi di democrazia, libertà di pensiero, di rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti o comunque alla base della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, di mantenimento della pace. Gli Stati Uniti inoltre, con la loro cultura liberale e democratica, con il loro sistema economico basato sulla libera concorrenza, sistema ormai esportato in tutto il mondo, incidono più di ogni altro Paese sia direttamente sia indirettamente, sulla formazione culturale e ideologica di miliardi di persone.

Non ritengo che questo sia un male, condividendo gran parte degli ideali che sono alla base del sistema democratico americano. Tuttavia non è sufficiente dichiararsi a favore di tali principi ma essi andrebbero perseguiti sempre con i fatti.


Purtroppo la storia ci insegna come ciò non sia stato fatto in molte occasioni e il Paese che doveva o dovrebbe dimostrare con l’esempio di credere nei suoi valori fondamentali, spesso ha disatteso le aspettative.

Ciò nonostante per quanto sopra detto, il sistema americano continua ad incidere in maniera predominante e determinante sull’idea che la popolazione del resto del pianeta si fa riguardo a cosa è bene e cosa è male, cosa è giusto e cosa è sbagliato, chi sono i buoni e chi i cattivi.

Questo tipo di sistema è talmente ormai intriso in tutti i Paesi occidentali che anche senza necessariamente volerlo, i mass media alimentano spesso l’idea che la visione americana sia l’unica, la sola e la più giusta. Ribadisco che in linea di principio condivido ogni singolo valore costituzionale degli Stati Uniti, così come per alcuni aspetti anche il sistema basato sulla possibilità di essere artefici del proprio destino.

Purtroppo però, ormai ho acquisito la consapevolezza che essendo il mondo fatto di uomini e per questo corruttibili, le cose non sempre vanno come ci si auspica. Ogni volta ormai che vedo e ascolto un telegiornale che parla degli Stati Uniti e della sua politica, non posso far altro che ripensare ad alcune situazioni che mi hanno turbato più di ogni altra cosa. Non che io non immaginassi prima che certe cose potessero accadere, ma vederle accadere con i propri occhi e per giunta in una Paese così detto democratico, mi ha toccato nel profondo.


La manipolazione voluta e non della percezione di ciò che è reale e ciò che non lo è, dipende anche da come i mezzi di informazione diffondono le notizie, enfatizzandone alcune e, purtroppo, censurandone altre.


Qui di seguito riporto uno stralcio del mio libro in cui metto a confronto due video notizie, apparentemente che poco hanno a che fare l’una con l’altra, ma che a mio modo di vedere evidenziano per vari motivi esattamente ciò che accade oggi con i mezzi d’informazione e come questi possano influenzare la visone del mondo e la nostra percezione della realtà. Invito dunque a leggere tutto quanto segue e, soltanto dopo, visionare i video a cui faccio riferimento. Il video dura circa 10 minuti ma consiglio di vederlo fino in fondo, saranno certamente 10 minuti del vostro tempo ben spesi.


Estratto del capitolo XX dell’ebook “Il lato oscuro della Luna”:


“……..Einstein diceva che “la prima necessità dell’uomo è il superfluo”. Abbiamo visto come continuamente la pubblicità e lo stesso sistema economico di cui facciamo parte, ci spinga a credere che la felicità sia legata esclusivamente alla ricchezza e al possesso di un qualcosa. Ma tutte le persone mature sanno come in realtà, questo non sia vero come sembrerebbero confermare i vari credo religiosi.

Eppure continuiamo a vivere apparentemente secondo questa logica. Mentre invece questa cosa dovrebbe farci capire come i modelli proposti dai mass media, siano falsati così come di conseguenza, lo è gran parte dell’informazione.

Nel gennaio del 2015 è stato diffuso da tutti i mezzi di informazione, un video nel quale i terroristi dell’Isis, dopo aver conquistato la città irachena di Mossul, l’antica città assira chiamata Ninive, hanno dapprima distrutto a colpi di cannone le mura dell’antica città millenaria, e successivamente, dopo aver fatto irruzione nel museo archeologico locale, hanno distrutto a colpi di mazze e martello pneumatico, tutte le statue riconducibili all’antica cultura assiro-babilonese.

Quello che colpisce di più del video è l’accanimento con il quale le statue vengono distrutte e come traspaia chiaramente la volontà di cancellare qualunque riferimento ad un passato, e quindi ad una cultura ed idee, diverse dalla loro. Quest’azione ha suscitato giustamente lo sdegno da parte di tutte le forze politiche di tutti i paesi occidentali e non solo, facendo additare l’Isis ed i suoi attivisti, come barbari, retrogradi, illiberali e incivili, soltanto per usare le parole meno pesanti. Chi di noi facente parte dei paesi occidentali, educati ai principi dell’uguaglianza, del rispetto reciproco e della libertà di pensiero e di parola, può non condividere questi giudizi? Chi può non biasimare questo ennesimo comportamento dell’Isis, che nulla ha a che vedere con la religione, ma denota esclusivamente l’assoluta mancanza di rispetto e considerazione verso altre culture e verso altre idee?

Nello stesso periodo mi è capitato di vedere su youtube un video riguardante l’intervento presso l’Università di Gainesville in Florida, negli Stati Uniti, del senatore John Kerry nel settembre del 2007.

L’allora senatore, oggi Segretario di Stato nominato da Barack Obama nel febbraio 2013, si trovava presso quest’università per parlare del suo impegno politico e per rispondere alle domande degli studenti presenti. John Kerry è un reduce del Vietnam, era amico del presidente J.F. Kennedy, nonché un pacifista e un fervente oppositore della guerra in Iraq. Durante il dibattito viene data la parola ad uno studente che, preso il microfono in mano e dopo aver ringraziato dell’opportunità lo stesso senatore, comincia a porre delle domande riguardo la precedente campagna elettorale (quella del 2004) per la presidenza americana, che aveva visto protagonista Kerry come candidato alla presidenza per il partito democratico.

Lo studente faceva riferimento a quanto emerso in seguito dalle indagini di un giornalista investigativo americano che aveva scritto in un suo libro come nel 2004, le elezioni avessero determinato la vittoria dello stesso Kerry ai danni del candidato del partito repubblicano George W. Bush.

Lo studente evidenziava, infatti, come nel libro fossero presenti le prove del fatto che vennero annullati circa 5 milioni di voti di persone di colore, al fine di ribaltare deliberatamente il risultato elettorale a favore del candidato repubblicano. La domanda era di fatto, sul perché nonostante queste evidenze, Kerry accettò l’esito a lui sfavorevole delle elezioni e sul perché quindi, dopo una lunga ed economicamente dispendiosa campagna elettorale, decise di non voler diventare presidente degli Stati Uniti, non impugnando questi dati che evidenziavano i brogli elettorali e consegnando il potere a George W. Bush.


Nel video si vede come, una volta posta questa domanda, la polizia si avvicini al ragazzo e gli cominci a chiedere di smettere di fare queste domande, invitandolo a sedersi. Di fronte al rifiuto del ragazzo, la polizia decide di intervenire con la forza, non prima però di dare tempo ancora allo studente di far presente che sia John Kerry e sia George W. Bush, appartengono alla stessa società segreta massonica la “Skull & Bones”. La polizia procede quindi all’arresto. Senza che lo studente opponga resistenza, viene brutalmente gettato a terra immobilizzato e colpito più volte con un teser (pistola elettrica), senza che ce ne fosse motivo. Incredibilmente tutte le persone presenti sembrano non preoccuparsi di ciò che sta accadendo, soltanto alcuni studenti si alzano e riprendono tutto con i telefonini da varie angolazioni.

Ora mi chiedo, oltre a rilevare il fatto che questo video non fu mai trasmesso dai mezzi d’informazione tradizionale (almeno in Italia), non ci troviamo di fronte alla repressione con la violenza ed al tentativo di annichilire qualunque idea, sebbene fosse manifestata in modo assolutamente pacifico e civile, si ritenga diversa dalla propria e dannosa per se stesso e per il sistema?

Qual è la differenza con ciò che si è visto nel video dell’Isis? Qual è il motivo per cui l’opinione pubblica s’indigna di fronte alle scene riprese nel museo di Mossul e condanna in modo sprezzante l’atteggiamento di voler zittire, cancellare, reprimere, annichilire qualunque idea, espressione e forma culturale, differente da quella dei terroristi dell’Isis e non ritiene invece di dover avere la stessa reazione di fronte al video ripreso nell’università della Florida? Cos’è che fa decidere a tutti i mezzi d’informazione, di diffondere il primo video e non il secondo?

La cosa forse più grave è che gli accadimenti del secondo video si svolgono negli Stati Uniti d’America, un paese fondato sulla libertà di parola e idee, principio ribadito e garantito nella stessa Costituzione americana!

Non è una questione di nazione perché il medesimo atteggiamento di coerente copertura, c’è stato in tutti paesi del mondo.

In nome di quale principio decidiamo che se un atteggiamento di prevaricazione viene esercitato da un governo occidentale ai danni di presunti nemici, è lecito e se lo stesso atteggiamento viene riscontrato in altri sistemi diversi da quello occidentale, non lo è?

C’è da chiedersi, è questa la prova o quanto meno un pesante indizio, sul fatto che la realtà in cui viviamo è volutamente manipolata?


Altri scandali come quello del “Nigergate” (con il quale fu provato che i documenti che attestavano il tentativo di acquisto di armi di distruzione di massa da parte dell’Iraq, e che furono utilizzati per giustificare all’opinione pubblica la necessità di un intervento armato in Iraq, erano falsi) sembrerebbero non lasciare molti dubbi. Quante altre volte nel corso della storia si sono verificate cose simili?

La storia che conosciamo e che ci viene raccontata è, senza alcun dubbio, diversa da ciò che è realmente accaduto. Al contrario appare sempre più chiaro come a noi venga raccontata soltanto una parte di ciò che accade. Ciò vale sia per la realtà che viviamo oggi e sia per la storia antica che riguarda le nostre origini.


La diffusione d’informazioni riservate fatte a partire dal 2007 dall’organizzazione WikiLeaks attraverso i suoi siti internet, dimostra incontrovertibilmente che il mondo che ci viene quotidianamente proposto dalla televisione e dai giornali o che viene descritto dai politici di tutto il pianeta, è in realtà e sotto molti aspetti, un mondo virtuale.

Ciò nonostante la maggioranza della popolazione, continua a chiudere gli occhi.

Continua a ritenere sempre attendibili ed affidabili i mezzi d’informazione tradizionali, perché è troppo presa dai propri problemi personali e nel poco tempo libero a disposizione, anziché informarsi in modo indipendente, preferisce distrarsi, dedicandosi ad attività effimere o ad assistere a spettacoli privi di qualunque contenuto culturale.


La realtà che abbiamo davanti agli occhi sembra dunque essere diversa dalla verità. In tutto questo viene da chiedersi anche quale sia il bene e quale sia il male, o meglio qual è la parte che è nel giusto e quale nel torto?

Se alla prima domanda potremmo rispondere che il bene sta nel coerente rispetto dei principi presenti nella dichiarazione dei diritti umani, alla seconda potremmo rispondere che forse, sebbene in misure diverse, non c’è una parte che è nel giusto, ma ci sono soltanto parti che sono nel torto.

Che questa sorta di realtà virtuale in cui pensiamo di vivere, sia frutto di un piano preordinato da qualcuno o meno, o che questo qualcuno sia identificabile in Dio, nei gruppi di lobby di potere mondiale o, come dice Icke, di un disegno perpetrato per secoli da entità aliene, questo sotto un certo punto di vista, fa poca differenza.

La cosa che appare evidente è che non è possibile fare completo affidamento, in nessuna delle istituzioni tradizionali. Che si tratti di Governi eletti democraticamente, almeno in apparenza, o più semplicemente d’istituzioni che si occupano di cultura (scuola università, comunità scientifica, ecc.), sanità, previdenza, economia, è sempre bene tenere gli occhi aperti e chiedersi sempre il perché delle cose, cercare di capire ed andare fino in fondo, anche se si pensa di non riuscire ad ottenere nulla. ……..”


La libertà deriva dalla consapevolezza, la consapevolezza deriva dalla conoscenza, la conoscenza deriva anche dallo studio e dalla lettura senza pregiudizi …….

Apriamo la mente ancor prima degli occhi!


Guarda il video



Autore Testo: Stefano Nasetti


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