Il mantello dell’invisibilità è realtà



La mente ci inganna, i nostri sensi ci tradiscono. Cosa è reale e cosa non lo è? Ho già ampiamente spiegato nel mio libro come l’idea che comunemente si ha del mondo e del suo funzionamento si basi su alcuni aspetti che hanno, per loro stessa natura, dei limiti. Tali limitazioni influiscono in modo forviante appunto, su ciò che pensiamo del mondo e conseguentemente sui nostri comportamenti.

Una di queste cose è la conoscenza scientifica. Se una cosa sfugge dalla nostra comprensione, tende ad essere considerata inventata o addirittura fantascienza. Oppure ad esempio, la vista è quello tra i nostri cinque sensi, che più contribuisce alla formazione del pensiero, che ci spiega ciò che è reale e ciò che non lo è. Almeno in così molti credono. Chi ha una minima cultura scientifica infatti, sa bene che se una cosa non è visibile non significa che non esista. Di esempi se ne potrebbero fare moltissimi, ma non vorrei ripetere ciò che ho già scritto e pubblicato. Diciamo soltanto che i nostri occhi, visto che parliamo di vista, sono in grado di percepire soltanto una piccola gamma dello spettro luminoso. Ad esempio non siamo in grado di vedere tutto ciò che si nasconde nelle frequenze dell’infrarosso, dei raggi x o dei raggi gamma, eppure dell’altro c’è. Se ciò non dovesse essere sufficiente a far capire quanto l’idea che abbiamo di tutto ciò che ci circonda è distorta, nel migliore dei casi, possiamo aggiungere il fatto che ciò che noi vediamo è conseguenza di come un oggetto reagisce alla luce. In base a come questo oggetto assorbe o riflette i raggi luminosi, noi lo percepiamo. Dunque i nostri sensi possono essere anche ingannati da fattori esterni.


Ho già spiegato come già da alcuni anni, l’invisibilità non solo è un fatto scientificamente accertato, ma ormai tecnologia disponibile. Non parlo dell’invisibilità radar già realtà da diversi decenni e già applicata in ambito militare, ma dell’invisibilità ottica. La possibilità tramite uno strumento tecnologico, di rendere o rendersi invisibili fisicamente ed istantaneamente è ormai una realtà, una tecnologia solo in fase di perfezionamento. Sebbene fino ad ora gli scienziati erano stati in grado di occultare alla vista oggetti e animali di vari dimensioni, soltanto da una determinata prospettiva, la ricerca su questo fronte è proseguita. Grazie allo sviluppo delle nanotecnologie, in grado di alterare a livello molecolare le strutture dei materiali oggi sono stati creati dei veri e propri mantelli dell’invisibilità, in grado di occultare alla vista da ogni angolazione, ogni cosa vivente e non, si nasconda dietro o sotto di esso. Il nuovo progresso tecnologico è stato descritto sulla rivista Science.


Il mantello dell’invisibilità, è stato realizzato da un gruppo di ricerca coordinato da Xiang Zhang, dell’Università della California a Berkeley, del Lawrence Berkeley National Laboratory e dell’Università saudita di King Abdulaziz. Questo nuovo tessuto, molto simile ad una vera e propria pelle, visto che è sottilissimo con uno spessore di soli 80 miliardesimi di metro (cioè 80 nanometri), è in grado di aderire perfettamente alla superficie di qualunque oggetto. Il mantello dell’invisibilità è composta da un materiale formato da minuscole antenne d’oro, poste le une accanto alle altre che, respingendo la luce, rendono completamente invisibile un oggetto tridimensionale. L’invisibilità è relativa sia alle frequenze della luce che ricadono nello spettro visibile all’occhio umano, sia alle microonde.


I test condotti al momento hanno riguardato oggetti molto piccoli, ma secondo gli stessi ricercatori autori di questa nuova tecnologia, il principio scientifico che ne determina il funzionamento non ha limitazioni anche se il tessuto dell’invisibilità dovesse essere utilizzato su oggetti di dimensioni maggiori.

Alla luce di questa ennesima scoperta tecnologica che testimonia come la nostra percezione del mondo sia falsata e limitata dalle nostre limitate conoscenze scientifiche, vanno fatte delle considerazioni.


La prima è che forse molti concetti considerati comunemente fantascienza dovrebbero, come detto anche in alcuni post precedenti, non essere più considerati tali.


La seconda considerazione riguarda il fatto che forse molte persone che hanno ritenuto inverosimili e fantasiosi o addirittura falsi, i racconti di alcune persone che hanno riportato di aver avvistato oggetti volanti nel cielo (UFO) che sono istantaneamente scomparsi dalla vista, o addirittura di aver avvistato delle creature strane, aliene, anche’esse in grado di scomparire istantaneamente alla vista, forse potrebbero o dovrebbero rivedere la loro opinione. Infatti questa si basava principalmente se non esclusivamente sul fatto che scomparire o meglio rendersi invisibile era scientificamente impossibile, ma ormai da alcuni anni e ancor di più oggi, sappiamo che ciò non è vero.


L’ultima considerazione è più che altro una annotazione. Anche in questa tecnologia così come in molte altre già oggi in uso, l’elemento essenziale, il materiale che ne permette il funzionamento è l’oro. Ancora una volta il materiale che, secondo molti racconti provenienti da culture diverse, non in contatto tra loro e distanti nel tempo e nello spazio, gli Déi (che per alcuni sono antichi astronauti alieni) provenienti dal cielo volevano più di ogni altra cosa. Sono una coincidenza?



Autore Testo: Stefano Nasetti


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