Gli alieni siamo noi?


Con il passare degli anni continuano a succedersi le notizie e le scoperte scientifiche che, in modo sempre più evidente, continuano ad indicare come la vita sulla Terra non sia nata e non si sia sviluppata autonomamente qui.

Secondo un modello teorico messo a punto dagli astrofisici dell’Università di Harvard, i “semi della vita” si formano, si sviluppano e si sovrappongono gli uni con gli altri in un modo simile a quanto succede all’acqua che bolle. Questi concentrati di semi di vita, definite “oasi della vita” viaggiano tra le stelle attraverso il cosmo, giungendo su vari pianeti dove, in presenza di condizioni favorevoli, possono svilupparsi e crescere, popolando sotto diverse forme quel corpo celeste.

Un esempio, dovrebbero essere pianeti che si trovano alla giusta distanza dalla loro stella per poter avere acqua liquida e la giusta temperatura. Tuttavia oggi si sa che queste condizioni non sono considerati dagli astrofisici così essenziali, con la conseguenza che il numero di pianeti “abitabili”  o già abitati e pieni di vita, potrebbe essere ancor maggiore di quanto stimato solo pochi anni fa.


Secondo i ricercatori di Harvard dunque, ''La vita può diffondersi da una stella all'altra come un'epidemia''.

Tuttavia questa non è una idea innovativa, ma soltanto una conferma di un concetto già esistente.

Questo concetto, teorizzato addirittura tra il V e VI secolo a.C. dal filosofo greco Anassagora,  è stato sostenuto da importanti esponenti dell’astronomia, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. L’idea è dunque quella che i semi della vita (inteso ovviamente in senso figurato) si siano formati o siano nati in un solo punto , per poi spargersi ,nel corso di migliaia di anni, in tutto l’universo.

Le sempre maggiori conferme che nel corso degli ultimi decenni questa teoria a ricevuto, hanno di fatto aperto nuovi ed interessanti scenari. Non solo in merito al fatto che la vita potrebbe essere presente in molti altri pianeti oltre alla Terra, ma che questa possa aver dato origine a esseri intelligenti in parte anche simili a noi. Se questa ipotesi non è sufficiente da sola a confermare la veridicità dei racconti delle persone che hanno dichiarato di avere incontrato esseri alieni dalla forma umanoide, può tuttavia rafforzare concetti addirittura ancora più radicali.


Infatti, fin dagli anni ’50 del secolo scorso, il premio nobel Francis Crick, scopritore del DNA umano, teorizzo addirittura che la vita sulla Terra potesse essere stata “inviata” o “portata” da qualcuno. Qualcuno quindi di proposito, avrebbe volutamente “contaminato” con i semi della vita il nostro pianeta. Crick infatti, sosteneva che la molecola del DNA (elemento base della vita) è troppo complessa per essersi da sola sviluppata, in modo casuale, dalla formazione del nostro pianeta. Il tempo a disposizione per la formazione di questa molecola sarebbe stato quindi troppo breve. Più semplicemente secondo Crick, sarebbe stato logico ipotizzare dunque, che la molecola nata in altre parti del cosmo, sia stata volutamente porta sulla Terra da qualcuno.

La nuova teoria prese dunque il nome di “panspermia guidata”.


Il concetto è particolarmente interessante anche dal punto di vista teologico. Infatti tutte le religioni, almeno quelle principali (ebraismo, islamismo e cristianesimo) sostengono che un essere di origine non terrestre, nel qual caso Dio, abbia creato la vita. Dunque in un certo senso la visione delle religioni coincidono molto con il concetto scientifico della panspermia guidata: la vita proviente da pianeti diversi dalla Terra.

La questione perciò molto più interessante di quanto ad un primo momento appaia, perché ha delle implicazioni riguardo l’origine della vita, anche di quella razza umana, alla quale è legato anche il suo senso ed il suo significato (almeno da quanto ci dicono le religioni che permeano la nostra società).


Comprendere quindi se la vita si sia formata casualmente, se sia stata invece portata da qualcuno e capire ed identificare questo qualcuno (Dio o un'altra razza aliena, come sostengono alcuni) può avere conseguenze profonde su di noi, sul nostro modo di agire e sul modo di agire dell’intera nostra odierna umanità.


L’ipotizzare infatti, che il qualcuno che potrebbe aver inviato la vita sulla Terra, possa essere una razza aliena precedente, non appare fantascienza. Oggi sappiamo che la Terra con i suoi 4,5 miliardi di anni è un pianeta abbastanza giovane in relazione all’età dell’universo che, secondo le stime più recenti, è nato addirittura 13,7 miliardi di anni fa.

Nel Settembre del 2015, sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Journal è stata pubblicata una scoperta effettuata da un gruppo di ricerca dell'Università Nazionale Australiana. Lo studio ha evidenziato l’esistenza di vere e proprie “culle di pianeti” attorno alle stelle più piccole e comuni della galassia, le nane rosse (altro elemento particolarmente interessante, leggasi quanto scritto in uno dei post precedenti).

Si tratta di grandi dischi di polvere, probabilmente molto simili a quelli da cui potrebbe essere nata la Terra. Ciò ha portato a scoprire che i pianeti che si originano in tali luoghi, hanno un processo di formazione molto più lungo di quelli che si originano attorno a stelle più calde come il nostro Sole. Da ciò i ricercatori hanno dedotto che la Terra è nata presto rispetto alle sue “sorelle”.

La stragrande maggioranza dei pianeti simili alla Terra devono infatti , secondo questo studio, ancora nascere.


Una ricerca basata sui dati dei telescopi spaziali Hubble e Kepler indica che i pianeti adatti alla vita nell'universo sono moltissimi, ma il 92% di questi devono ancora formarsi del tutto. Ciò non toglie che un elevato numero di loro, sia nato ancora prima della Terra e dunque, così come è probabile che nel corso del tempo anche sui nuovi pianeti giunga e si sviluppi la vita, anche sulla Terra la vita potrebbe essere arrivata da altri luoghi. Si stima che già oggi esisterebbero almeno 1 miliardi di pianeti adatti alla vita, ossia alla giusta distanza dalla propria stella, solo all'interno della Via Lattea.

Potremmo dunque essere noi stessi degli alieni. Verità, finzione, fantasia, suggestioni?


La strana convergenza di informazioni in tal senso proveniente da scienza e religione, da sempre in contrasto sulle origine della vita, merita di essere approfondita, senza partire da posizioni precostituite, liberi da dogmi di qualunque tipo e natura, perché la ricerca della verità, ovunque essa conduca, è più importante del suo possesso.


Per capire bene quanto e cosa ci sia di vero in queste affascinati ipotesi e teorie considerate innovative, e quanto di altrettanto vero  o di falso ci sia nelle tesi proposte dalla scienza tradizionale e dalle religioni, è senza alcun dubbio necessario ed indispensabile, guardare oltre, più lontano di quanto possiamo fare dal nostro usuale punto di osservazione. E’ essenziale guardare e analizzare tutte le informazioni disponibili, osservandole da un punto di vista differente.



Autore Testo: Stefano Nasetti


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