Exomars2020: su Marte in cerca dell’evoluzione!



Nel mondo scientifico e accademico, la presenza di vita su Marte, almeno nel passato, è ormai ben più che una semplice idea o deduzione. Negli ultimi anni sono stati pubblicati numerosi studi basati sui dati raccolti dalle sonde inviate sul pianeta rosso, che hanno dato evidenza della sua presenza. Non parliamo ancora del rinvenimento di esseri viventi o dei loro resti. Tuttavia, così come i paleontologi sono certi della presenza di alcune specie animali (come i dinosauri ad esempio) in specifiche aree del nostro pianeta ancor prima di rinvenirne i resti, basando giustamente le loro certezze sulle tracce presenti nell’ambiente lasciate dal passaggio di queste specie terrestri, allo stesso modo oggi gli astrobiologi sono certi della presenza passata di vita su Marte.

Sono ormai moltissime le evidenze raccolte e, sebbene pubblicamente si faccia ancora fatica a rilasciare esplicite dichiarazioni in questo senso (per i motivi che ho spiegato già in precedenti articoli), nelle parole con cui gli stessi astrobiologi accompagnano la pubblicazione delle ricerche che provano tal evidenza, è possibile cogliere quest’assoluto convincimento.

Eccone un piccolo esempio.

Nel Settembre del 2016, un analogo studio è stato pubblicato su International Journal of Astrobiology, per opera di un team di ricerca italiano composto da Nicola Cantasano e Vincenzo Rizzo dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche di Cosenza (Isafom-Cnr).

I due ricercatori hanno allargato la mole dei dati analizzati, includendo in modo sistematico, tutte le fotografie delle rocce marziane scattate dai rover Opportunity, Spirit e Curiosity, rilevando analogie non solo con le strutture delle microbialiti terrestri (rocce costruite dai batteri) alle diverse scale dimensionali (microscopiche, ma soprattutto meso e macroscopiche), ma anche nelle tracce attribuibili alla produzione batterica di gas e di gelatine adesive altamente plastiche.

Rizzo, presentando i dati dello studio ha dichiarato, senza mezzi termini, che quelle raccolte, sono le prove inconfutabili della presenza passata di vita su Marte!

Queste le sue parole, apparse anche sul sito dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana): “L’Università di Siena ha avviato un’analisi matematica frattale multiparametrica delle coppie d’immagini, i cui risultati confermano che esse sono identiche. Un ulteriore studio morfologico del Laboratorio de Investigaciones Microbiológicas de Lagunas Andinas-LIMLA, su campioni di microbialiti viventi provenienti dal deserto di Atacama (Cile) ha permesso di evidenziare, grazie alla pigmentazione organica, che tali microstrutture e microtessiture esistono e sono un prodotto dell’attività batterica. I dati mostrano la perfetta somiglianza tra le microbialiti terrestri e le immagini marziane, con una fortissima evidenza statistica nell’analisi di 40.000 microstrutture Terra/Marte analizzate. La quantità, la varietà e la specificità dei dati raccolti – ha proseguito Rizzo - accreditano per la prima volta, in modo consistente, che le analogie non possono essere considerate semplici coincidenze”.

Ormai appurato questo, le domande a cui le prossime missioni di esplorazione marziana, a partire da quella dell’agenzia Spaziale Europea denominata Exomars 2020, o quella della Nasa chiamata Mars 2020 prevista nello stesso anno, cercheranno di dare risposta sono: per quanto tempo è esistita la vita su Marte? Si è evoluta in più forme, anche più complesse? C’è ancora? Dov’è finita?

(Brano tratto dal libro Il lato oscuro di Marte – dal Mito alla Colonizzazione)

Sono, infatti, ormai queste le domande che ci si pone in ambito scientifico ufficiale. Contrariamente a quanto ancora comunemente si pensa, è il considerare fantasia la vita marziana a essere ormai un’idea folle e antiscientifica.

Nei prossimi mesi (2020) sarà lanciata la seconda parte della missione dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) denominata Exomars2020. La prima parte della missione (lanciata nel 2016 e giunta sul pianeta rosso nel 2018) è stata poco fortunata.

La missione composta di due sonde, un orbiter e il lander Schiaparelli, è stata un successo solo parziale. L’orbiter ha eseguito perfettamente tutte le operazioni previste, è pienamente operativo, e sta analizzando l’atmosfera marziana. Il lander Schiaparelli invece, si è schiantato al suolo per un’apertura e un distacco troppo anticipato del suo paracadute.

Nel 2020 è in programma la seconda parte della missione europea ExoMars, con l’invio di un rover dotato di un lungo trapano di produzione italiana, che perforerà per la prima volta il suolo marziano fino a una profondità di 2 metri, alla ricerca di acqua e tracce di vita.

(Brano tratto dal libro Il lato oscuro di Marte – dal Mito alla Colonizzazione)

In questi giorni è stato annunciato il nome scelto per il rover della missione Exomars2020 che toccherà il suolo marziano nella località di Oxia Planum nel 2021. Anche in quest’occasione non sono mancati elementi a supporto dell’affermazione esposta pocanzi, riguardo all’ormai concreta certezza della vita marziana, nella mente degli addetti ai lavori.

Si chiamerà Rosalind Franklin, dal nome della grande scienziata che dato un fondamentale contributo alla scoperta della doppia elica del Dna (scoperta per la quale hanno ricevuto il premio nobel James Watson e Francis Crick nel 1962), il rover di ExoMars destinato a cercare la vita su Marte. L’ha annunciato il 7 febbraio 2019, l’Agenzia Spaziale Europea, che ha selezionato il nome tra oltre 36mila proposte inviate dai cittadini di tutti gli stati membri dell’Esa, rispondendo a un concorso lanciato a luglio dall’agenzia spaziale inglese.

La scelta di attribuire un nome così importante come quello della Franklin (cui non fu attribuito il nobel assieme a Crick e Watson soltanto perché era deceduta a causa di un tumore nel 1958 e il premio nobel non viene mai attribuito postumo), un nome così legato al concetto di vita poiché scopritrice del DNA, è già di per sé molto esplicativo della convinzione di riuscire a provare in modo definitivo, l’esistenza della vita su Marte.

Ma, se ciò non fosse sufficiente, gli addetti ai lavori hanno forse attese ancora maggiori. Almeno questa è l’impressione che traspare dalle parole rilasciate, a margine dell’annuncio del nome del rover Exomars2020, da importanti membri dell’ESA e dell’ASI (Agenzia spaziale Italiana).

Nell’articolo apparso sul portale dell’Asi, si legge”… La presenza di acqua liquida su Marte è nota da tempo agli scienziati, e la conferma definitiva è arrivata la scorsa estate con le osservazioni del radar italiano Marsis a bordo della sonda MarsExpress, che ha scoperto un lago salmastro sotterraneo nei meandri del mondo rosso. Una ragione in più per credere che l’abitabilità marziana, sia essa passata o presente, vada cercata nel sottosuolo marziano …”.

Dunque, checché se ne dica pubblicamente, e come emerge chiaro dagli innumerevoli articoli scientifici continuamente pubblicati sulle autorevoli riviste di settore, l’abitabilità di Marte non è un qualcosa che va confinato soltanto al primo mezzo miliardo di anni (circa 4 miliardi di anni fa) della vita del pianeta rosso, poiché è ormai scientificamente assodata l’abitabilità marziana anche in tempi a noi più vicini. Ciò emerge ancora una volta evidente, quando si lascia intendere, come nell’articolo sopra citato, che si pensa che Marte sia abitabile ancora oggi!

Come dicevo, le aspettative degli addetti ai lavori sono ancora maggiori. In tal senso sono illuminanti le parole del Commissario straordinario dell’ASI.

“Abbiamo appreso con soddisfazione – ha commentato Piero Benvenuti, Commissario straordinario dell’Agenzia spaziale italiana, in una videointervista rilasciata all’ASI e poi ripresa dall’Agenzia giornalistica Ansa – che il rover di ExoMars 2020 avrà il nome di Rosalind Franklin, la grande scienziata che per prima ha scoperto la doppia elica del Dna. Il rover sarà montato sulla missione ExoMars 2020, che verrà lanciata nel 2020. È una missione che ha molto di Italia a bordo: avrà un trapano che potrà perforare la superficie marziana fino a due metri di profondità e analizzare il materiale che da lì verrà estratto. Ecco il motivo per il quale è stato dato questo nome: perché cercheremo tracce di eventuale evoluzione biologica nella superficie di Marte. Stiamo quindi aspettando con grande ansia e aspettativa il successo di questa missione, veramente targata Italia”.

Con la missione Exomars2020 quindi, ci si aspetta non solo di trovare evidenze incontrovertibili di vita marziana, ma addirittura segni di una sua “eventuale evoluzione”.

Parole sorprendentemente folli, semplicemente incaute o assolutamente logiche e coerenti con le attuali conoscenze scientifiche?

La valutazione di queste parole in un senso o nell’altro, così come di ogni altro aspetto che riguarda la realtà, è direttamente proporzionale al grado di conoscenza della materia, poiché come dico spesso, il grado di comprensione della realtà è direttamente proporzionale alla conoscenza.

Chi non s’interessa di questi argomenti e vive il tutto con la superficialità propria del nostro tempo, delle logiche del “sentito dire” e del comodo “allineamento” delle proprie idee a quelle dominanti e ufficiali, sosterrà che si tratta di parole folli o, per evitare di andare contro l’autorità costituita, di parole travisate.

Per chi conosce un pochino di più l’argomento, ma non ha la libertà di pensiero di prendere pubblicamente una posizione ancora scomoda, affermerà che si tratta di parole incaute.

Per chi conosce invece in modo approfondito tutto ciò che è stato scoperto ufficialmente, con studi scientifici e accademici, negli ultimi vent’anni su Marte, è capace e libero di pensare e non ha interessi da tutelare, dirà semplicemente che si tratta di dichiarazioni assolutamente logiche e normali.

“La libertà deriva dalla consapevolezza, la consapevolezza deriva dalla conoscenza, la conoscenza deriva (anche) dall'informazione, dallo studio e dalla lettura senza pregiudizi... " (Stefano Nasetti – da Il lato oscuro della Luna).


Autore Testo: Stefano Nasetti

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